Monica Savà

danze popolari tradizionali – danzamovimentoterapia – gioco danza

FORMAZIONE INSEGNANTI: progetto “Ciranda”

 

otto e i suoi amici

otto e i suoi amici

“Non esistono parole per comunicare
quell’immenso senso di gioia,
quell’amore per la vita,
quell’incanto per l’esistenza
che avvolge l’uomo che danza.
Avete ballato di recente?!


T. Schoop, 1974

CONTENUTI (in sintesi!)

Il laboratorio “Ciranda”, rivolto prioritariamente ad insegnanti ed educatori, si pone il macro obiettivo di fornire ai partecipanti strumenti di educazione, animazione ed aggregazione attraverso lo stimolo offerto dal repertorio delle danze popolari tradizionali per l’infanzia. Oltre all’acquisizione di numerose coreografie appartenenti ai repertori coreici dei cinque continenti, il laboratorio si propone di trasmettere alcuni strumenti di didattica della danza e stimoli di danzamovimento terapia, immediatamente utilizzabili nella pratica con bambini ed adolescenti all’interno di contetsi di animazione, educazione e aggregazione.

 Il laboratorio prevede, oltre all’apprendimento delle coreografie, una serie di contributi teorici tra cui:

1.       introduzione e contestualizzazione antropologica di ogni coreografia, al fine di evidenziarne il contesto di origine e di caratterizzarne eventuali risvolti simbolici e culturali;

2.       riflessioni su temi emergenti nelle varie coreografie : il salto, il viaggio, il gruppo, ecc.

3.       elementi di didattica della danza: utili a comprendere e ad affinare le modalità di insegnamento delle danze ai bambini;

4.       stimoli di danzamovimento terapia: utili a valorizzare elementi aggiuntivi relativi al “bambino in movimento”: i bisogni, i vissuti, il repertorio emotivo del bambino che danza.

5.       struttura di un incontro di danza: strutturazione delle fasi e degli strumenti utili nella creazione, da parte del personale docente, di un laboratorio di danza coi propri alunni

I suddetti contenuti saranno trasmessi e presentati attraverso il metodo della pedagogia attiva, con una sperimentazione diretta e personale da parte dei partecipanti.

“Ciranda” prevede diversi livelli: dopo una prima formazione, si possono sperimentare percorsi successivi di approfondimento con repertori nuovi e differenti.

 Il progetto è stato sinora proposto presso le seguenti scuole ed associazioni:

 2006: Associazione Mediterranea danza e cultura, Milano • 2006: Associazione Semi di luce, Lugano (Svizzera) • 2005: Associazione Nuova scuola Steineriana, Como • 2005/06: Scuola media statale di Verdellino di Zingonia (BG) • 2006: Scuola elementare Pezzani di Besana in Brianza (MI) • 2006/07: Scuola per l’infanzia G.Rodari di Verdellino di Zingonia (BG) • 2007: Scuola elementare di Cologno Monzese (MI) • 2007: Scuola Media di Cabiate (CO): Progetto Poseidone, danze popolari tradizionali sul tema dell’acqua e stimoli di danzaterapia • 2007/08: Associazione Balliamondo di Bollate (MI): Laboratorio di danze di animazione, danze carnascialesche e danze per l’infanzia. • 2008: Associazione Tradballs di Lisbona (Portogallo) • 2006-2008: Associazione Pedexumbo di Évora (Portogallo) • 2008: Associazione La colombina, Casatenovo (LC)

ELEMENTI ORGANIZZATIVI:

TEMPI

Il laboratorio Ciranda si articola normalmente su un week end, o comunque per un complessivo numero di 10 ore.

PARTECIPANTI
Il laboratorio è rivolto prioritariamente a insegnanti, educatori, animatori, genitori e comunque a chiunque lavori a vario titolo nel mondo dell’infanzia, dell’animazione e dell’aggregazione con adulti e/o bambini. Non è richiesta alcuna specifica preparazione nel campo della danza. Il laboratorio viene proposto con un minimo di 10 e un massimo di 40 persone.Si consigliano scarpe da ginnastica o comunque con suola in gomma; abbigliamento comodo e preferibilmente “a strati”.

Al termine del percorso verranno fornite dispense tematiche sulle danze svolte e il cd con i brani utilizzati. È possibile, nella fase finale del laboratorio, filmare quanto realizzato dal gruppo.

 i costi del laboratorio vengono concordati in sede di equipe.

LE DANZE POPOLARI“In tutte le culture la danza è una delle più importanti espressioni del sentimento umano. Essa è gioia divenuta gesto, figura, comunicazione. La danza popolare è la celebrazione della festa, dell’amore, della lotta, della divinità e di ciò che più profondamente tocca la vita dell’uomo. Avvicinarsi alla danza etnica è un modo per conoscere la cultura e i sentimenti dei popoli. Attraverso la danza possiamo comunicare, giocare, gioire e sentirci liberi in un corpo vivo e armonioso.
Lucia Gambino

Il recupero della cultura tradizionale e popolare acquista un significato profondo per gli uomini della nostra generazione: ci aiuta a ritrovare la nostra identità etnica e culturale e ci fa uscire dallo stato di alienazione in cui il consumismo e la razionalità tecnico-scientifica hanno fatto precipitare la società.
La danza folklorika diventa un momento di partecipazione comunitaria in cui il gruppo esprime, attraverso il linguaggio simbolico e gestuale, i valori etici e religiosi a fondamento della convivenza sociale.
Nel riproporre la sua coreografia bisogna dunque rispettare il suo valore storico e culturale, rivivendone lo spirito autentico, avendo cura di proteggere il significato che quella manifestazione ebbe per il gruppo etnico che l’eseguiva in particolari circostanze.

La danza popolare rafforzava i legami di amicizia e di solidarietà fra i componenti del gruppo locale. Essa è la manifestazione di una ritrovata schiettezza di rapporti umani e sociali provocati dalle discordie civili e dalle guerre; questi ideali di fraternità e uguaglianza dovranno permeare lo spirito delle danze, che ci impegneranno allora non solo come ballerini, ma anche come uomini che condividono le medesime aspirazioni alla libertà e all’uguaglianza, e che lottano per il trionfo di quegli ideali nella società contemporanea, così dinamica e progressiva, ma ancora così divisa e oppressa da pregiudizi razziali.

La danza popolare trova il suo humus naturale nella società rurale e agricola: è un’arte creata da una comunità per tutti i membri che in essa agiscono, e diventa divertimento per quelli che la rappresentano, ma non tanto per gli spettatori. Molte persone si dedicano alla danza popolare proprio perché da un lato essa non richiede una grande tecnica, e dall’altro essa non presenta necessariamente l’intenzione di piacere allo spettatore.
Per favorire la ricezione da parte di tutti, i passi sono relativamente semplici; alcune danze lasciano spazio all’inventiva del singolo, stimolando a virtuosismi competitivi gli individui più dotati. La danza popolare rimane dominio del dilettante, e non dell’esperto ballerino.

Colui che danza il folklore rappresenta il trait d’union ideale fra la realtà terrestre e quella cosmica: i piedi del danzatore battono ritmicamente la terra, mentre il suo spirito vola verso l’alto facendosi partecipe del ritmo universale.


La DANZA

Attività psicomotoria per eccellenza, la danza costituisce un mezzo privilegiato per lo sviluppo del senso ritmico, per l’esecuzione dell’orecchio musicale e per una migliore conoscenza del corpo e delle sue potenzialità.
In un contesto divertente e socializzante e attraverso la realizzazione di semplici danze tratte dalla cultura tradizionale, il soggetto è stimolato a sviluppare, potenziare, interiorizzare e rendere consapevoli abilità motorie in divenire: “La presa di coscienza dello svolgimento di una prassi o di un automatismo acquisito nel corso dell’esperienza vissuta dal corpo raggiunge il suo massimo di precisione quando le sue caratteristiche ritmiche sono percepite finemente e possono essere associate a strutture sonore” (J.Le Boulch – “Verso una scienza del movimento umano”).

Obiettivi:

Socializzazione
La danza é una rappresentazione corale e come tale sviluppa nel gruppo un sentimento di unione e solidarietà. Ridimensiona le manifestazioni egocentriche e incoraggia gli alunni più timidi e introversi.

Consolidamento e coordinamento degli schemi motori di base
L’attività motoria espressa nella danza etnica consente di acquisire ed affinare competenze motorie in modo naturale, perchè a differenza di altri tipi di danza, essendo espressione del linguaggio popolare, offre modalità semplici e alla portata di tutti.

Educazione all’orecchio musicale e senso ritmico
La danza etnica è un codice linguistico, e pertanto abitua l’orecchio ad associare la danza a diversi temi musicali (movimento-ritmo).

Sviluppo della personalità
La danza è una cooperazione organizzata delle nostre facoltà mentali, emotive e corporee che si traduce in azioni la cui esperienza è della somma importanza per lo sviluppo della personalità” (Laban).

Approccio ai valori interculturali
Il confronto e la condivisione di momenti di gioia sono in grado di arricchirci, di eliminare diffidenze e sospetti, di educare al riconoscimento delle differenze come valore.

Acquisizione di tecniche e di stili
La danza etnica è prerogativa del mondo intero, pertanto si potrà spaziare fra danze popolari europee ed extraeuropee.

Il percorso intende perseguire il macro obiettivo di fornire strumenti di animazione, aggregazione e socializzazione da proporre a un pubblico di bambini e adulti, in un contesto in cui il linguaggio corporeo della danza divenga il canale di comunicazione privilegiato e in cui l’atto della danza sia innanzitutto un mezzo di divertimento e di gioia.

Il secondo obiettivo riguarda poi l’acquisizione tecnica di alcune abilità legate all’espressione della danza, consentendo una crescente consapevolezza del proprio corpo e delle sue potenzialità espressive sino alla creazione di un prodotto gratificante ed esteticamente valido.

Fatte tali premesse, il laboratorio intende proporre coreografie che:

  • interessino a turno i diversi paesi dell’Europa e del mondo, evocandone stile e caratteristiche coreutiche specifiche legate al “carattere” dominante dei diversi popoli;
  • presentino un crescente grado di complessità di esecuzione con differenti livelli di abilità;
  • prevedano le dimensioni di: grande gruppo, piccolo gruppo, danza di coppia;
  • presentino musiche con ritmi che vanno dal lento al veloce sino al ritmo sfrenato e liberatorio della tarantella salentina; acquisizione del coordinamento corporeo su base ritmica;
  • consentano a tutti i partecipanti uguaglianza di ruolo: non vi sono personaggi che dirigono o che “prevalgono” sugli altri;
  • confermino e valorizzino l’orientamento nello spazio (con le figure di cerchio, riga, fila, intreccio), la direzionalità (dritto, avanti, dietro) l’orientamento nel tempo (prima, dopo, contemporaneamente), su cui si snodano le danze.


… e la DANZATERAPIA

Il laboratorio, oltre agli obiettivi sopracitati, intende essere un’occasione per acquisire alcuni strumenti caratteristici della danzamovimentoterapia, sperimentandoli in prima persona per poi utilizzarli con eventuali fruitori del nostro intervento educativo o didattico.
Accanto all’acquisizione delle coreografie, dunque, rifletteremo su alcune caratteristiche del movimento danza, acquisendo strumenti utilizzabili con persone che, per ragioni diverse, non sono raggiungibili dalle parole o sono particolarmente inclini a utilizzare il movimento quale strumento di relazione ed espressione.
La danza movimentoterapia infatti si definisce come una “psicoterapia che usa il movimento come mezzo espressivo e comunicativo, come un processo che facilita l’integrazione psicofisica dell’individuo” (Rosa Maria Govoni, Quaderni di Art Therapy Italiana).
La danza, oltre ad essere un’impresa consapevole, è anche un’esperienza estetica, poiché si costruisce e si confronta con gli aspetti dell’arte quali coreografia, ritmo, forma, tensione, peso, tempo e spazio.
Chi danza si muove partendo dalla propria realtà cinestetica ed estetica, e rispondendo a un impulso, a una sensazione.
Il movimento parte quindi da un’energia inconscia per poi organizzarsi in modelli specifici in diverse parti del corpo, in ritmi riconoscibili ed in forme spaziali definite.
“Poiché la danza cristallizza le qualità del movimento, ci è utile nella comprensione di ogni tipo di movimento, anche di quello quotidiano e ordinario. Lo studio di essa ci può portare ad approfondire, dal punto di vista funzionale ed espressivo, le varie possibilità dell’essere umano” (Bartenieff, 1980).

Fatte tali premesse, notiamo come l’apprendimento delle sopracitate danze risulti particolarmente utile per coloro che operano a contatto con bambini, adolescenti, giovani, anziani, o comunque all’interno di strutture di carattere aggregativo, didattico e sociale (scuole, handicap, disagio psichico, dipendenze ecc.).
Infine, la socializzazione tra i partecipanti e la creazione di un’identità di gruppo verrà stimolata e facilitata da una serie di giochi di conoscenza, riscaldamento e rilassamento mutuati dall’esperienza teatrale e danzaterapeutica.
Tali giochi e strumenti, una volta sperimentati in qualità di partecipanti, potranno poi essere utilmente riproposti alle persone con cui intendiamo lavorare e danzare.

Proposte di laboratorio: i contenuti
Il laboratorio attingerà, a discrezione dei partecipanti, sia a un repertorio di danze etniche italiane ed europee, che di danze didattiche specificatamente rivolte a un pubblico infantile. In entrambi i casi la spiegazione coreutica e coreografica della danza sarà anticipata da una descrizione di tipo antropologico utile a collocare la danza nel suo contesto di origine e nelle sue implicazioni di carattere socio culturale.

 REPERTORIO: QUALI DANZE? per avere un’idea!!! potremo scegliere tra alcune di queste danze, coraggiooo!!!
EUROPA:

bannielou lambaol (francia),country dance in 2 (Inghilterra),harputlu (turchia) lemonaky (grecia)romanela (macedonia)il faut anitre a monaco (francia)ronda del drac (francia)pinon pinon (Catalunya)petite sourise grise (francia)gathering peascods (Inghilterra)igra kolo (iugoslavia)danza delle fiabe (olanda)vejsja vejsja kapustka (Russia)yan petit (francia)de kolom (belgio)australian bush dance (Scozia)pobreska polka (Slovenia)krinichenjka (Ucraina)troika (russia)wassail carol (repubblica ceca)arvanitase(albania)ievan polka (Finlandia)rumely (turchia)kurocka (russia) nigare polska (Danimarca)king of fairies (Irlanda)koce berberot (macedonia)mulino (Polonia)promoroaca (Romania)paketumbeme (Spagna)salta lapin (francia)saute petac (francia)karajan (Estonia)de circuspaarden (Olanda)vogelischottisc (Svizzera)riepe riepe garste (Olanda)family sexstur (Danimarca)every mans chance (Irlanda)sibyl’s roundabout (Inghilterra) dobbelt kvadrille (danimarca)koddedans (olanda) kulaksizda kuyu var (turchia) le rigolò (Francia) lugowonjka (Ucraina)maymuna (Tunisia)Syp Simeon (Russia)the wild rover(irlanda)amaren xango(paesi baschi)snowball (Gran Bretagna)salta lapin(Francia)jiana (Romania) kozachok(Ucraina)oira (lettonia)ostropat(Moldavia)sextant (Paesi bassi)swinging on a gate (Irlanda)topporzer kreuzpolka (Germania)cavalli e farfalle (Germania)

ITALIA

 Sette sesti (veneto)manfrina di bolca (veneto)tarantella figurata (campania)bal de gob (toscana)spagnoletto (italia)giboulì (occitania)livreina (umbria)acchiapparella (Abruzzo)batticulo (campania)la raspa (Sicilia)courento (Occitania)rigoudon (Occitania)lorì (Veneto)u papagne (Molise)pim pam pum, farandola,tarantella siciliana, quadriglia

 

OCEANIA

Tangaroa (Isole  Cook)Koory dance (Australia)Hoe Ana (Taithi)Ranga rang ate I banaba (Isole Fiji)away in a manger (Hawai)po’laie (Hawai) together (Nuova Zelanda)Le manu samoa (Samoa)

 

AFRICA

masiti amen, Kie kie kule (Ghana)awenye akile (Ghana)sole e luna (Senegal)mamizolo (sud Africa)ramaya (Mozambico) 

AMERICHE

los machetes (Messico)Mexican shuffle (Messico)Mr. Frog (USA) la laine des moutons (Canada)petite souris grise (Canada)hillbilly rock (USA)chilili (Bolivia)

o caranguejo/o cravo e a rosa (Brasile), os elefantes (Brasile) jambalaya (USA) jingle bells (USA), tell me ma (USA) carnavalito (Bolivia) 

INDIA e oriente

bangra (pakistan) sauran bushi (Giappone)chargiye (India) apat apat (Filippine)chori chori (India)

 

 

 

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