PROGETTO: FORMAZIONE INSEGNANTI

PROGETTO DI FORMAZIONE “CIRANDA: DANZA POPOLARI TRADIZIONALI DAL MONDO E STIMOLI DI DANZAMOVIMENTOTERAPIA”
progetto all’interno delle istituzioni scolastiche e strutture private di formazione e aggiornamento in ambito educativo, terapeutico, pedagogico e animativo

Presentazione del progetto
“Ciranda: danze popolari tradizionali per l’infanzia e stimoli di danzamovimentoterapia”. Il progetto è rivolto a insegnanti, educatori, animatori e personale socio sanitario che si interfaccia con minori all’interno di strutture socio educative; l’intervento si propone di offrire stimoli e strumenti per l’utilizzo della danza popolare tradizionale e la danzaterapia in contesti di educazione, formazione e aggregazione di minori. Il progetto si delinea normalmente quale momento di formazione e aggiornamento per il corpo docente delle scuole o per gruppi spontanei di docenti, animatori e affini

 

Scarica il Progetto Ciranda

MONICA SAVA’
Monica Savà, maestra, assistente sociale, danza movimento terapeuta, si forma presso la Scuola di Artiterapie di Lecco (LC) e consegue poi una specializzazione in “Giocodanza”. Appassionata di danza etnica, segue numerosi laboratori di formazione sul tema della danza popolare tradizionale in Italia e all’estero. Approfondisce il repertorio delle tarantelle dell’Italia meridionale,orientando quotidianamente laboratori e animazioni a tema. Dal 2004 avvicina il repertorio tradizionale portoghese, conducendo numerosi laboratori e stages a tema. Conduce dal 2000 laboratori di movimento creativo, danza terapia, danze etniche e danze gioco rivolti a contesti educativi, di riabilitazione ed aggregazione. Realizza stage di formazione ed aggiornamento per il personale docente ed educativo, aventi ad oggetto coreografie tradizionali per l’infanzia, strumenti di didattica della danza e stimoli di danza movimento terapia. Collabora in progetti di formazione aziendale attraverso moduli formativi di riflessione sulle dinamiche aziendali attraverso la danza etnica e con operatori di altre discipline (pattinaggio artistico, metodo feldenkrais, teatro, poesia), in originali e creativi incroci con la danza etnica. Propone giornate di studio su temi di antropologia della danza, con modalità teorico/pratiche in collaborazione con altri esperti, approfondendo la dimensione simbolica dei repertori tradizionali. Partecipa in qualità di insegnante ai principali festival europei di danza tradizionale (Italia, Francia, Portogallo, Belgio, Spagna, Svizzera, Germania); in tali festival rappresenta l’Italia con il repertorio delle danze del Sud, accompagnata da musicisti e collaboratori (Davide Orlando, Gianpiero Nitti, Giampiero Caruso, Marco di Battista, Giulia Larghi, Francesco Cafagna, Antonio Ricci). Collabora stabilmente con scuole dell’infanzia, scuole primarie e medie, enti di riabilitazione e assistenza, seguendo laboratori di danza etnica per l’infanzia e curando la realizzazione di coreografie e spettacoli. Realizza animazioni ed interventi di danza per bambini all’interno di biblioteche e altre strutture. Collabora in qualità di danzatrice con numerosi gruppi di animazione del territorio della Brianza e dell’area milanese, partecipando ad esibizioni e animazioni di eventi. Dal 2004 collabora stabilmente con il Portogallo in progetti di formazione sui temi della didattica della danza etnica, simbologia dei repertori tradizionali, danze gioco per l’infanzia. Conduce laboratori di danze etniche in scuole, associazioni ed università del Portogallo (Lisboa, Porto, Cascais, Faro, Olhao, Evora), nonché azioni di formazione permanente per insegnanti ed operatori sociali.

CIRANDA: ESPERIENZA IN ITALIA E ALL’ESTERO

Laboratorio “Ciranda: danze popolari tradizionali per l’infanzia e stimoli di danzaterapia” in Italia

  • 2010:Livello 1: Scuola primaria “De Marchi”, Paderno Dugnano (MI)
  • 2010: Livello 3: Associazione polivalente “La colombina”, Casatenovo (LC)
  • 2009: Livello 2: Scuola primaria di Cologno Monzese (MI), II circolo
  • 2008: Livello 1: Scuola primaria di Cologno Monzese (MI), II circolo
  • 2009: Livello 2: Associazione Centro culturale polivalente “La colombina”, Casatenovo (LC)
  • 2008: Livello 1: Associazione Centro culturale polivalente “La colombina”, Casatenovo (LC)
  • 2006: Livello 1: Associazione Mediterranea danza e cultura, Milano (MI)
  • 2005: Livello 1: Associazione “Nuova scuola Steineriana”, Como (CO)

Laboratorio “Ciranda: danze popolari tradizionali per l’infanzia e stimoli di danzaterapia” in Portogallo

  • 2010: Livello 1: Oficina Divertida, Faro
  • 2009: Livello 2: presso l’Oficina Divertida di Faro, organizzato da Associazione Pedexumbo di Evora
  • 2009: Livello 1: presso l’Oficina Divertida di Faro, organizzato da Associazione Pedexumbo di Evora
  • 2009: Livello 2: per l’associazione Tradballs di Lisbona, presso la Casa da Comarta da Serta, Lisboa.
  • 2008: Livello 1: Associazione Tradballs di Lisbona, presso il teatro da Luz, Lisboa
  • 2008: Livello 2: Associazione “Pedexumbo” Evora, in collaborazione con Mercedes Prieto Martinez
  • 2006:  Livello 1:Associazione Pedexumbo, Evora, all’interno del progetto “Jogar”

CONTENUTI (in sintesi!)

Il laboratorio “Ciranda”, rivolto prioritariamente ad insegnanti ed educatori, si pone il macro obiettivo di fornire ai partecipanti strumenti di educazione, animazione ed aggregazione attraverso lo stimolo offerto dal repertorio delle danze popolari tradizionali per l’infanzia. Oltre all’acquisizione di numerose coreografie appartenenti ai repertori coreici dei cinque continenti, il laboratorio si propone di trasmettere alcuni strumenti di didattica della danza e stimoli di danzamovimento terapia, immediatamente utilizzabili nella pratica con bambini ed adolescenti all’interno di contesti di animazione, educazione e aggregazione.

Contributi tecnici, teorici e metodologici:

  • introduzione, contestualizzazione storica ed antropologica delle coreografie, al fine di evidenziarne origine, orizzonte simbolico e culturale di appartenenza
  • riflessioni tecniche e simboliche in relazione agli specifici temi emergenti: il viaggio. il salto, il confronto, l’aggressività, ecc
  • elementi di didattica della danza: comprendere ed affinare le modalità di insegnamento della danza etnica al bambino
  • stimoli di danzamovimentoterapia: i bisogni, i vissuti, il repertorio emozionale del bambino in movimento
  • struttura di un incontro di danza: divenire competenti nella strutturazione di un laboratorio di danza etnica con i bambini; gli strumenti, i tempi, le fasi, la dimensione emozionale

I suddetti contenuti saranno trasmessi e presentati attraverso il metodo della pedagogia attiva, con una sperimentazione diretta e personale da parte dei partecipanti.

“Ciranda” prevede diversi livelli: dopo una prima formazione, si possono sperimentare percorsi successivi di approfondimento con repertori nuovi e differenti. I contenuti possono essere declinati su specifiche esigenze  e desideri del gruppo in formazione.

Contributi coreografici: le danze dal mondo

In base allo specifico gruppo in formazione potremo scegliere tra un ampio repertorio di danze popolari, tradizionali e di ispirazione tradizionale, tra le seguenti ( a puro titolo esemplificativo). Le danze sono scelte tra i repertori dei 5 continenti e dei popoli nomadi e migranti.
REPERTORIO:bannielou lambaol (francia),country dance in 2 (Inghilterra),harputlu (turchia) lemonaky (grecia)romanela (macedonia)il faut anitre a monaco (francia)ronda del drac (francia)pinon pinon (Catalunya)petite sourise grise (francia)gathering peascods (Inghilterra)igra kolo (iugoslavia)danza delle fiabe (olanda)vejsja vejsja kapustka (Russia)yan petit (francia)de kolom (belgio)australian bush dance (Scozia)pobreska polka (Slovenia)krinichenjka (Ucraina)troika (russia)wassail carol (repubblica ceca)arvanitase(albania)ievan polka (Finlandia)rumely (turchia)kurocka (russia) nigare polska (Danimarca)king of fairies (Irlanda)koce berberot (macedonia)mulino (Polonia)promoroaca (Romania)paketumbeme (Spagna)salta lapin (francia)saute petac (francia)karajan (Estonia)de circuspaarden (Olanda)vogelischottisc (Svizzera)riepe riepe garste (Olanda)family sexstur (Danimarca)every mans chance (Irlanda)sibyl’s roundabout (Inghilterra) dobbelt kvadrille (danimarca)koddedans (olanda) kulaksizda kuyu var (turchia) le rigolò (Francia) lugowonjka (Ucraina)maymuna (Tunisia)Syp Simeon (Russia)the wild rover(irlanda)amaren xango(paesi baschi)snowball (Gran Bretagna)salta lapin(Francia)jiana (Romania) kozachok(Ucraina)oira (lettonia)ostropat(Moldavia)sextant (Paesi bassi)swinging on a gate (Irlanda)topporzer kreuzpolka (Germania)cavalli e farfalle (Germania)Sette sesti (veneto)manfrina di bolca (veneto)tarantella figurata (campania)bal de gob (toscana)spagnoletto (italia)giboulì (occitania)livreina (umbria)acchiapparella (Abruzzo)batticulo (campania)la raspa (Sicilia)courento (Occitania)rigoudon (Occitania)lorì (Veneto)u papagne (Molise)pim pam pum, farandola,tarantella siciliana, quadrigliaTangaroa (Isole  Cook)Koory dance (Australia)Hoe Ana (Taithi)Ranga rang ate I banaba (Isole Fiji)away in a manger (Hawai)po’laie (Hawai) together (Nuova Zelanda)Le manu samoa (Samoa),masiti amen, Kie kie kule (Ghana)awenye akile (Ghana)sole e luna (Senegal)mamizolo (sud Africa)ramaya (Mozambico),los machetes (Messico)Mexican shuffle (Messico)Mr. Frog (USA) la laine des moutons (Canada)petite souris grise (Canada)hillbilly rock (USA)chilili (Bolivia),o caranguejo/o cravo e a rosa (Brasile), os elefantes (Brasile) jambalaya (USA) jingle bells (USA), tell me ma (USA) carnavalito (Bolivia),bangra (pakistan) sauran bushi,e(Giappone)chargiye(India) apat apat (Filippine)chori chori (India)

e molte altre!!!!

ELEMENTI ORGANIZZATIVI:

Il laboratorio Ciranda si articola normalmente su un week end, o comunque per un complessivo numero di 10 ore, articolate secondo le necessità del gruppo.
Il laboratorio è rivolto prioritariamente a insegnanti, educatori, animatori, genitori e comunque a chiunque lavori a vario titolo nel mondo dell’infanzia, dell’animazione e dell’aggregazione con adulti e/o bambini. Non è richiesta alcuna specifica preparazione nel campo della danza. Il laboratorio viene proposto con un minimo di 10 e un massimo di 40 persone.Si consigliano scarpe da ginnastica o comunque con suola in gomma; abbigliamento comodo e preferibilmente “a strati”.

Al termine del percorso verranno fornite dispense tematiche sulle danze svolte e il cd con i brani utilizzati. È possibile, nella fase finale del laboratorio, filmare quanto realizzato dal gruppo.

I costi del laboratorio vengono comunicati in sede di equipe
. il pagamento avviene con presentazione di regolare fattura da parte della conduttrice (partita IVA).

ELEMENTI DI APPROFONDIMENTO SUI TEMI DELLA DANZA ETNICA E DELLA DANZAMOVIMENTO TERAPIA

LA DANZA ETNICA

“In tutte le culture la danza è una delle più importanti espressioni del sentimento umano. Essa è gioia divenuta gesto, figura, comunicazione. La danza popolare è la celebrazione della festa, dell’amore, della lotta, della divinità e di ciò che più profondamente tocca la vita dell’uomo. Avvicinarsi alla danza etnica è un modo per conoscere la cultura e i sentimenti dei popoli. Attraverso la danza possiamo comunicare, giocare, gioire e sentirci liberi in un corpo vivo e armonioso.”
Lucia Gambino.Il recupero della cultura tradizionale e popolare acquista un significato profondo per gli uomini della nostra generazione: ci aiuta a ritrovare la nostra
identità etnica e culturale e ci fa uscire dallo stato di alienazione in cui il consumismo e la razionalità tecnico-scientifica hanno fatto precipitare la società.
La
danza folklorika diventa un momento di partecipazione comunitaria in cui il gruppo esprime, attraverso il linguaggio simbolico e gestuale, i valori etici e religiosi a fondamento della convivenza sociale.Nel riproporre la sua coreografia bisogna dunque rispettare il suo valore storico e culturale, rivivendone lo spirito autentico, avendo cura di proteggere il significato che quella manifestazione ebbe per il gruppo etnico che l’eseguiva in particolari circostanze.La danza popolare rafforzava i legami di amicizia e di solidarietà fra i componenti del gruppo locale. Essa è la manifestazione di una ritrovata schiettezza di rapporti umani e sociali provocati dalle discordie civili e dalle guerre; questi ideali di fraternità e uguaglianza dovranno permeare lo spirito delle danze, che ci impegneranno allora non solo come ballerini, ma anche come uomini che condividono le medesime aspirazioni alla libertà e all’uguaglianza, e che lottano per il trionfo di quegli ideali nella società contemporanea, così dinamica e progressiva, ma ancora così divisa e oppressa da pregiudizi razziali.La danza popolare trova il suo humus naturale nella società rurale e agricola: è un’arte creata da una comunità per tutti i membri che in essa agiscono, e diventa divertimento per quelli che la rappresentano, ma non tanto per gli spettatori. Molte persone si dedicano alla danza popolare proprio perché da un lato essa non richiede una grande tecnica, e dall’altro essa non presenta necessariamente l’intenzione di piacere allo spettatore. Per favorire la ricezione da parte di tutti, i passi sono relativamente semplici; alcune danze lasciano spazio all’inventiva del singolo, stimolando a virtuosismi competitivi gli individui più dotati. La danza popolare rimane dominio del dilettante, e non dell’esperto ballerino.Colui che danza il folklore rappresenta il trait d’union ideale fra la realtà terrestre e quella cosmica: i piedi del danzatore battono ritmicamente la terra, mentre il suo spirito vola verso l’alto facendosi partecipe del ritmo universale.


LA DANZA
E IL BAMBINO

Attività psicomotoria per eccellenza, la danza costituisce un mezzo privilegiato per lo sviluppo del senso ritmico, per l’esecuzione dell’orecchio musicale e per una migliore conoscenza del corpo e delle sue potenzialità.
In un contesto divertente e socializzante e attraverso la realizzazione di semplici danze tratte dalla cultura tradizionale, il soggetto è stimolato a sviluppare, potenziare, interiorizzare e rendere consapevoli abilità motorie in divenire: “La presa di coscienza dello svolgimento di una prassi o di un automatismo acquisito nel corso dell’esperienza vissuta dal corpo raggiunge il suo massimo di precisione quando le sue caratteristiche ritmiche sono percepite finemente e possono essere associate a strutture sonore” (J.Le Boulch – “Verso una scienza del movimento umano”).

Obiettivi:

Socializzazione
La danza é una rappresentazione corale e come tale sviluppa nel gruppo un sentimento di unione e solidarietà. Ridimensiona le manifestazioni egocentriche e incoraggia gli alunni più timidi e introversi.

Consolidamento e coordinamento degli schemi motori di base
L’attività motoria espressa nella danza etnica consente di acquisire ed affinare competenze motorie in modo naturale, perchè a differenza di altri tipi di danza, essendo espressione del linguaggio popolare, offre modalità semplici e alla portata di tutti.

Educazione all’orecchio musicale e senso ritmico
La danza etnica è un codice linguistico, e pertanto abitua l’orecchio ad associare la danza a diversi temi musicali (movimento-ritmo).

Sviluppo della personalità
“La danza è una cooperazione organizzata delle nostre facoltà mentali, emotive e corporee che si traduce in azioni la cui esperienza è della somma importanza per lo sviluppo della personalità” (Laban).

Approccio ai valori interculturali
Il confronto e la condivisione di momenti di gioia sono in grado di arricchirci, di eliminare diffidenze e sospetti, di educare al riconoscimento delle differenze come valore.

Acquisizione di tecniche e di stili
La danza etnica è prerogativa del mondo intero, pertanto si potrà spaziare fra danze popolari europee ed extraeuropee.

Il percorso intende perseguire il macro obiettivo di fornire strumenti di animazione, aggregazione e socializzazione da proporre a un pubblico di bambini e adulti, in un contesto in cui il linguaggio corporeo della danza divenga il canale di comunicazione privilegiato e in cui l’atto della danza sia innanzitutto un mezzo di divertimento e di gioia.

Il secondo obiettivo riguarda poi l’acquisizione tecnica di alcune abilità legate all’espressione della danza, consentendo una crescente consapevolezza del proprio corpo e delle sue potenzialità espressive sino alla creazione di un prodotto gratificante ed esteticamente valido.

Fatte tali premesse, il laboratorio intende proporre coreografie che:

  • interessino a turno i diversi paesi dell’Europa e del mondo, evocandone stile e caratteristiche coreutiche specifiche legate al “carattere” dominante dei diversi popoli;
  • presentino un crescente grado di complessità di esecuzione con differenti livelli di abilità;
  • prevedano le dimensioni di: grande gruppo, piccolo gruppo, danza di coppia;
  • presentino musiche con ritmi che vanno dal lento al veloce sino al ritmo sfrenato e liberatorio della tarantella salentina; acquisizione del coordinamento corporeo su base ritmica;
  • consentano a tutti i partecipanti uguaglianza di ruolo: non vi sono personaggi che dirigono o che “prevalgono” sugli altri;
  • confermino e valorizzino l’orientamento nello spazio (con le figure di cerchio, riga, fila, intreccio), la direzionalità (dritto, avanti, dietro) l’orientamento nel tempo (prima, dopo, contemporaneamente), su cui si snodano le danze.

LA DANZATERAPIA

Il laboratorio, oltre agli obiettivi sopracitati, intende essere un’occasione per acquisire alcuni strumenti caratteristici della danzamovimentoterapia, sperimentandoli in prima persona per poi utilizzarli con eventuali fruitori del nostro intervento educativo o didattico.
Accanto all’acquisizione delle coreografie, dunque, rifletteremo su alcune caratteristiche del movimento danza, acquisendo strumenti utilizzabili con persone che, per ragioni diverse, non sono raggiungibili dalle parole o sono particolarmente inclini a utilizzare il movimento quale strumento di relazione ed espressione.
La danza movimentoterapia infatti si definisce come una “psicoterapia che usa il movimento come mezzo espressivo e comunicativo, come un processo che facilita l’integrazione psicofisica dell’individuo” (Rosa Maria Govoni, Quaderni di Art Therapy Italiana).
La danza, oltre ad essere un’impresa consapevole, è anche un’esperienza estetica, poiché si costruisce e si confronta con gli aspetti dell’arte quali
coreografia, ritmo, forma, tensione, peso, tempo e spazio.
Chi danza si muove partendo dalla propria realtà cinestetica ed estetica, e rispondendo a un impulso, a una sensazione.
Il movimento parte quindi da un’energia inconscia per poi organizzarsi in modelli specifici in diverse parti del corpo, in ritmi riconoscibili ed in forme spaziali definite.
“Poiché la danza cristallizza le qualità del movimento, ci è utile nella comprensione di ogni tipo di movimento, anche di quello quotidiano e ordinario. Lo studio di essa ci può portare ad approfondire, dal punto di vista funzionale ed espressivo, le varie possibilità dell’essere umano”
(Bartenieff, 1980).Fatte tali premesse, notiamo come l’apprendimento delle sopracitate danze risulti particolarmente utile per coloro che operano a contatto con bambini, adolescenti, giovani, anziani, o comunque all’interno di strutture di carattere aggregativo, didattico e sociale (scuole, handicap, disagio psichico, dipendenze ecc.).
Infine, la socializzazione tra i partecipanti e la creazione di un’identità di gruppo verrà stimolata e facilitata da una serie di giochi di conoscenza, riscaldamento e rilassamento mutuati dall’esperienza teatrale e danzaterapeutica.
Tali giochi e strumenti, una volta sperimentati in qualità di partecipanti, potranno poi essere utilmente riproposti alle persone con cui intendiamo lavorare e danzare.


Una risposta a PROGETTO: FORMAZIONE INSEGNANTI

  1. Donatella scrive:

    Ciao il clima della Lombardia avrà già mutato la tua allegria…piove continuamente…quindi è obbligo danzare.
    Vorrei sapere se in questi breve spazio temporale italiano hai in programma corsi per insegnanti; se puoi dammi qualche speranza buonanotte!

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